Bonus mamme 2026: 60 euro al mese, a chi spetta e come fare domanda

Il Bonus mamme 2026 è un contributo economico dell’INPS pari a 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro all’anno, riconosciuto alle lavoratrici madri con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. Va richiesto con domanda, non è tassato e non incide sull’ISEE.

Rispetto al 2025 cambiano due cose. L’importo mensile sale da 40 a 60 euro. L’esonero contributivo parziale che avrebbe dovuto sostituire il bonus proprio nel 2026 è stato rinviato al 2027, quindi per quest’anno resta in campo il contributo diretto, potenziato nell’importo.

 

Bonus mamme 2026 in breve

Quanto vale 60 euro per ogni mese o frazione di mese di attività lavorativa
Massimo annuo 720 euro
A chi spetta Lavoratrici madri con almeno due figli e reddito da lavoro fino a 40.000 euro annui
Quando si riceve In un’unica soluzione, a dicembre 2026
Come si ottiene Su domanda all’INPS, non è automatico
Stato della procedura In attesa delle istruzioni operative INPS per il 2026

 

Che cos’è il Bonus mamme

Il Bonus mamma è una misura di sostegno al reddito per le madri lavoratrici con due o più figli. In parole più semplici, si tratta di un’integrazione al reddito.

L’INPS, quindi, eroga una somma di denaro direttamente alla lavoratrice, per ogni mese, o frazione di mese, in cui è attivo un rapporto di lavoro dipendente o un’attività di lavoro autonomo che rispetta i requisiti di legge. La somma erogata è, quindi, pari a 60 euro al mese e 720 euro annui nel caso in cui si fruisse di dodici mensilità piene.

La misura è prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), che ha confermato per un altro anno lo strumento aumentandone l’importo.

 

 

A chi spetta il Bonus mamme 2026

Per il 2026 il Bonus mamma spetta a:

  • le lavoratrici dipendenti del settore privato e del settore pubblico;
  • le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie INPS;
  • le professioniste iscritte alle Casse di previdenza;
  • le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS, comprese le collaboratrici.

Restano escluse le lavoratrici domestiche, cioè colf, badanti e baby sitter inquadrate nel rapporto di lavoro domestico.

Il requisito da verificare per il lavoro autonomo è l’iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria e la presenza di attività effettiva nel periodo considerato. Chi non versa contributi a nessuna gestione obbligatoria non matura il diritto.

 

Per gli aspetti tecnici resta un riferimento utile la circolare INPS 28 ottobre 2025, n.139, che ha illustrato la disciplina del contributo nella versione 2025. Quella circolare include, per esempio, il lavoro intermittente e la somministrazione, e considera anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. I periodi senza attività lavorativa effettiva, come l’aspettativa non retribuita o la percezione di NASpI senza rapporto in corso, non fanno maturare mensilità.

 

Requisiti per il Bonus mamme 2026

Per poter beneficiare del Bonus mamme nel 2026 occorre il possesso di due requisi:

  • reddito da lavoro annuo non superiore a 40.000 euro;
  • requisito familiare.

Il requisito familiare cambia in base al numero di figli.

Situazione familiare Fino a quando si riceve
Due figli Fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni
Tre o più figli Fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni

Per le madri con tre o più figli c’è una regola aggiuntiva. Il bonus non spetta nei mesi, o nelle frazioni di mese, che coincidono con un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. In questi casi trova applicazione l’esonero contributivo totale.

 

Quanto si prende davvero: tre esempi

L’importo pieno di 720 euro spetta solo a chi ha dodici mensilità utili. Nella pratica succede spesso che i mesi siano meno.

 

  1. Lavoratrice dipendente con due figli, il secondo compie 10 anni a maggio 2026.
    In questo caso il diritto si ferma al mese del compimento. Maturano le mensilità da gennaio a maggio, cioè 5 mesi, per un totale di 300 euro.
  2. Lavoratrice autonoma con due figli piccoli, attività avviata a marzo 2026.
    Maturano le mensilità da marzo a dicembre, cioè 10 mesi, per un totale di 600 euro.
  3. Lavoratrice con tre figli, contratto a termine fino a giugno, poi assunzione a tempo indeterminato da luglio.
    Il Bonus spetta per i mesi da gennaio a giugno, cioè 6 mesi per 360 euro. Da luglio si entra nel campo dell’esonero contributivo totale, che è una misura diversa.

 

Bonus mamme, esonero totale, esonero dal 2027: come non confonderli

Nel 2026 convivono strumenti diversi e la sovrapposizione è la prima causa di errore.

Vediamo un rapido confronto.

Bonus mamme 2026 Esonero contributivo totale Esonero parziale
Che cos’è Somma erogata dall’INPS Sgravio dei contributi IVS a carico della lavoratrice Sgravio parziale dei contributi
A chi si rivolge Madri con 2 o più figli, dipendenti (escluso il lavoro domestico) e autonome Dipendenti a tempo indeterminato con almeno 3 figli, escluso il lavoro domestico Madri con 2 o più figli
Quanto vale 60 euro al mese, fino a 720 euro annui Fino a 3.000 euro annui Da definire
Quando Anno 2026 Fino al 31 dicembre 2026 Rinviato al 2027
Come si ottiene Domanda all’INPS Applicato dal datore di lavoro in busta paga Da definire

Le prime due misure non si cumulano. È proprio per questo che il bonus da 60 euro non spetta alle madri con almeno tre figli nei mesi coperti da un rapporto a tempo indeterminato: in quei mesi, come già precisato, opera l’esonero contributivo totale.

È importante chiarire che l’esonero riguarda i contributi previdenziali, non le imposte. Non si tratta di uno sconto sulle tasse.

 

Bonus mamme 2026: come fare domanda

Il Bonus non è automatico: anche per il 2026 sarà necessario presentare apposita domanda all’INPS.

Tuttavia, al momento la procedura per richiedere il Bonus mamme nel 2026 non è ancora aperta e bisogna attendere la circolare dell’INPS con le istruzioni operative.

È importante ricordare che le scadenze del 9 dicembre 2025 e del 31 gennaio 2026 riguardano solo Il Bonus mamme lavoratrici per l’annualità 2025 e non riguardano, quindi, i termini per il bonus di quest’anno.

Una volta aperta la domanda puoi rivolgerti al nostro Patronato che ti assistera in ogni fase della domanda.

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Cosa cambia dal 2027

La Legge di Bilancio 2026 ha rinviato al 2027 l’entrata in vigore dell’esonero contributivo parziale previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per le lavoratrici madri con due o più figli.

L’idea, nelle intenzioni del legislatore, è passare da un contributo erogato a fine anno a uno sgravio che si vede mese per mese in busta paga. Percentuali, durata e modalità operative dovranno però essere definiti dai provvedimenti attuativi. Fino ad allora il riferimento per il 2026 resta il contributo da 60 euro.

 

Bonus mamme 2026: le risposte ai dubbi più comuni

Il Bonus mamme è tassato?
Incide sull’ISEE?
Quando viene accreditato l’importo del Bonus mamma?
Il Bonus mamme viene erogato in automatico?
Rispondiamo alle domande più frequenti sul Bonus mamme 2026.

 

  • Il Bonus mamme è tassato? Incide sull’ISEE?

    No. La somma non è imponibile né ai fini fiscali né ai fini contributivi. Quindi, nel concreto il contributo non aumenta il reddito imponibile della lavoratrice.

  • Il Bonus per le madri lavoratrici incide sull’ISEE?

    No. Non concorre alla determinazione dell’ISEE e di conseguenza non riduce l’accesso ad altre prestazioni sociali legate all’indicatore, come l’Assegno di inclusione o le agevolazioni comunali.

  • Quando viene pagato il Bonus mamme 2026

    La Legge di Bilancio prevede l’erogazione in un’unica soluzione entro dicembre 2026, con il pagamento delle mensilità maturate nel corso dell’anno.
    Le modalità di gestione dell’ultima mensilità e i tempi esatti di liquidazione saranno definiti dall’INPS con le istruzioni operative.

  • Il Bonus mamme 2026 spetta anche a chi lavora part time?

    Sì. Conta che il rapporto di lavoro sia attivo nel mese, non il numero di ore.

  • Ho già ricevuto il Bonus nel 2025. Devo rifare la domanda?

    Sì. Le due annualità sono distinte e la domanda 2025 non vale per il 2026.

  • Sono una lavoratrice autonoma in regime forfettario. Ho diritto al Bonus nel 2026?

    Il regime fiscale in sé non esclude dal bonus. Quello che conta è l’iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria e l’attività effettiva. Conviene far verificare la propria posizione contributiva.

  • Il Bonus spetta durante il congedo di maternità?

    Dipende dalla situazione del rapporto di lavoro nel mese considerato. È uno dei casi in cui vale la pena chiedere una verifica puntuale.

  • Posso avere sia il Bonus mamme sia l’esonero contributivo totale?

    No, non negli stessi mesi. Le due misure si escludono a vicenda.

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