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Intervista | "Formazione a distanza per garantire tutele e diritti"

Settembre 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
INTERVISTA | da Italinforma n. 9 settembre 2020 >>>

 

 

 

 

“FORMAZIONE A DISTANZA PER GARANTIRE TUTELE E DIRITTI”

Intervista al Direttore generale dell’Ital, Maria Candida Imburgia

 

 

 

 

La pandemia sembrava aver allentato la sua morsa, ma in realtà era solo un’illusione. La curva dei contagi risale e medici ed esperti non hanno mai smesso di allertare la popolazione sui pericoli e le insidie di questo terribile nemico invisibile, invitando tutti alla prudenza e ad atteggiamenti consoni a frenare la diffusione del Covid. Le ripercussioni sulla vita economica e sociale sono inevitabili e tutti gli obblighi e le dovute attenzioni per proseguire la propria attività in assoluta sicurezza sono, conseguentemente, indispensabili. Anche il Patronato continua ad agire secondo questi canoni, non solo rispettando tutte le prescrizioni, ma anche proponendo soluzioni pratiche. Ne parliamo, come di consueto, con il Direttore generale dell’Ital, Maria Candida Imburgia.

 

Direttore, proprio in queste ore, il mondo del Patronato, nel suo insieme, sta avanzando una richiesta per far sì che sia garantita la sicurezza dei nostri connazionali all’estero. Di cosa si tratta?


Come è noto, ogni anno, parte la campagna CEV, che riguarda la rilevazione dell’esistenza in vita dei nostri pensionati residenti all’estero, ai fini della continuità del godimento del loro assegno pensionistico. Ebbene, unitariamente, tramite il Cepa, abbiamo chiesto che la campagna venga rinviata. Come si sa, ad essere coinvolti sono soprattutto i nostri emigrati più anziani e, perciò, più soggetti ai rischi da Covid. Quando si avviano le procedure per questo accertamento, si verifica un afflusso massiccio presso le nostre sedi all’estero, con conseguenti assembramenti che, in questa fase, soprattutto nel Continente americano, rischiano di essere molto pericolosi per la salute sia di coloro che chiedono assistenza sia dei nostri operatori. Un rinvio era già stato chiesto e concesso. Purtroppo, però, in molti Paesi le condizioni sanitarie non sono migliorate. In particolare, lo ripeto, nel Nord America e in America Latina, il Covid persiste con preoccupante virulenza, mietendo ancora tante vittime. L’auspicio è che prevalga la sensibilità dei dirigenti dell’Inps preposti e che vi sia un ulteriore rinvio. Vedremo cosa accadrà e, magari, ne daremo riscontro in una prossima intervista.

 

L’altro capitolo riguarda quello delle misure per il reddito di emergenza. Se ne parla più avanti, in uno degli articoli di questo stesso numero. Vuoi, però, anticipare tu qualche considerazione?


Senz’altro. Come è noto la misura del reddito di emergenza è stata prorogata. La decisione è stata assunta con il cosiddetto Dl Agosto e prevede il pagamento di un’ulteriore mensilità aggiuntiva per i nuclei familiari in possesso dei requisiti già richiesti, seppur con qualche specifica aggiuntiva. Nel mese di settembre, l’Inps ha fornito le istruzioni amministrative per ottenere il beneficio. Anche su questo fronte, l’Ital si è attrezzato per offrire la consueta qualificata assistenza. Ne abbiamo parlato ampiamente in occasione di alcune Skype conferenze, strumento al quale stiamo facendo sempre più ricorso sia per le riunioni informative sia per i corsi di formazione.

 

A proposito dei corsi di formazione, quali sono stati quelli messi in campo nel mese di settembre?


Abbiamo realizzato un progetto formativo in merito sia alla prevenzione del Covid 19 nei luoghi di lavoro sia ai rischi per la salute dei lavoratori nella nuova modalità di lavoro agile. Si tratta di un vero e proprio format di sessioni formative rivolto a tutte le categorie, ma in particolare a quelle della pubblica amministrazione, dei poteri locali, della scuola e dei servizi, realtà in cui il lavoro a distanza o smart working ha avuto una capillare diffusione. I moduli formativi adottati sono stati messi a punto in collaborazione con il nostro prestigioso Comitato Tecnico Scientifico, il che attribuisce spessore e valore a questa esperienza. La proposta formativa è stata predisposta prevedendo un’articolazione della durata di circa 5 ore, ovviamente in modalità di seminario a distanza. Il nostro auspicio è che questa iniziativa possa rappresentare un ulteriore contributo e un valore aggiunto per la difesa e la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ai tempi del Covid.

 

La formazione è proseguita anche per le sedi Ital all’estero...


Certamente e, ovviamente, anche in questi casi, in modalità skype, soluzione sempre più consolidata e apprezzata. In tal modo, l’attività dell’Ital, compresa quella formativa per l’appunto, non si è mai fermata. Uno degli ultimi corsi di formazione riservato agli operatori delle nostre sedi all’estero ha avuto ad oggetto i fondi speciali e le casse dei liberi professionisti.

Al di là degli argomenti e delle modalità organizzative, ancora una volta vorrei sottolineare che la formazione resta per noi una leva strategica su cui agire non solo per consolidare la professionalità degli operatori, ma anche per tenere vivo e forte il legame tra tutti coloro che lavorano nell’Ital al servizio delle persone. Un’esperienza che ha anche un tratto umano e che è tanto più importante, significativa e coinvolgente in una fase così critica per la salute pubblica, per la società e per l’economia. Nonostante le distanze, dunque, la formazione unisce e fa crescere e perciò l’Ital proseguirà lungo questa strada, affrontando con determinazione e coraggio le difficoltà del momento. Anche in questa tormenta, l’Ital vuole continuare ad essere un punto di riferimento, per assicurare assistenza e tutela a tutti coloro che a noi si rivolgono con fiducia e che da noi attendono risposte ai loro problemi e alle loro incertezze. Per tutte queste persone, l’Ital c’è e ci sarà, sempre.