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La formazione, strumento indispensabile per l'assistenza e la tutela

Novembre 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTERVISTA | da Italinforma n. 10 | ottobre 2021 >>>

 

 

 

 

 

 

LA FORMAZIONE, STRUMENTO INDISPENSABILE PER L’ASSISTENZA E LA TUTELA

 

Intervista al Direttore generale dell’Ital, Maria Candida Imburgia

 

 

 

 

Tante le iniziative messe in campo nel trascorso mese di ottobre: tra le altre, una sessione formativa indirizzata, in particolare, agli operatori delle sedi estere dell’Ital. Nell’occasione sono state affrontate alcune problematiche concrete riguardanti i nostri connazionali anziani che hanno scelto di lasciare il nostro Paese o, più spesso, che sono stati costretti a questo passo da avverse condizioni economiche e sociali. Ne parliamo, come di consueto, con il direttore generale dell’Ital, Maria Candida Imburgia.

 

Direttore, anche in questo mese, la formazione è stata al centro dell’attività dell’Ital. Qual è stato il senso di un’iniziativa così importante e particolare?


Molto semplicemente, abbiamo voluto dare continuità al programma di aggiornamento di quest’anno, con l’obiettivo di confrontarci e di accrescere il nostro patrimonio di conoscenze, così da poter rispondere, sempre al meglio, alle richieste, alle necessità e anche alle aspettative delle persone che a noi si affidano, a maggior ragione, in un periodo umanamente difficile come quello che stiamo vivendo.

 

Sempre più pensionati italiani risiedono all’estero: che tipo di tutela pensa di approntare l’Ital per questi soggetti?


La tutela loro dovuta è quella, per così dire, tradizionale, ma l’accresciuto numero dei nostri anziani che fanno questa scelta di vita deve indurre a non sottovalutare la necessità di ampliare e ulteriormente qualificare il nostro raggio d’azione.

 

Peraltro, oggi, verso l’estero si dirigono tantissimi nostri giovani che, a differenza di quanto accadeva in passato, non emigrano più con la valigia di cartone, ma con lo zaino sulle spalle e con una laurea e un tablet tra le mani. La realtà muta, ma l’impegno del Patronato resta immutato...


Assolutamente sì. Anzi, proprio il rafforzamento e il rilancio del ruolo del Patronato deve costituire un elemento di garanzia per tutti i soggetti a cui sono riconosciuti dei diritti, ma che non sempre sono consapevoli di esserne titolari e potenziali fruitori. Oggi, tutt’e tre le generazioni sono presenti all’estero. Quelle persone, quei connazionali, hanno bisogno di un aiuto che deve essere differente per ciascuno di loro e che va tarato sulle singole specifiche esigenze e aspettative. C’è bisogno di tutti, dunque, e in una forma la più sinergicamente efficace possibile, per dare risposte a chi chiede tutele, ma anche per indicare opportunità a chi non sa di poterle cogliere.

 

Per tutte queste persone, coloro che operano nelle sedi Ital, sia in Italia sia all’estero sono un punto di riferimento costante e concreto. E lo sono stati anche nel periodo della pandemia. Qual è lo spirito con cui si è svolta l’attività, anche in questi frangenti così complessi?


Nel nostro lavoro di assistenza e tutela, noi siamo chiamati a trasformare le parole in fatti, le norme in vita vissuta, i regolamenti in un sorriso, quel sorriso che vogliamo vedere sul volto dei nostri assistiti ai quali abbiamo risolto un seppur piccolo problema. Ed è proprio guardando e pensando a tutti coloro che hanno bisogno del nostro aiuto che abbiamo svolto e svolgiamo questi approfondimenti formativi, perché vogliamo essere all’altezza delle loro aspettative, vogliamo essere capaci cioè di offrire un aiuto concreto e di dare risposte pratiche alle esigenze e ai problemi della loro semplice quotidianità.