Assegno Unico Universale

TABELLA DEI CONTENUTI

A chi è destinato l’Assegno Unico e Universale (AUU)?

L’Assegno Unico e Universale (AUU) è un sostegno economico rivolto alle famiglie con figli a carico: 

  • fino al compimento dei 21 anni(al ricorrere di determinate condizioni); 
  • senza limiti di età per i figli disabili.

 

La misura riguarda tutte le categorie di lavoratori: 

  • dipendenti (sia pubblici che privati); 
  • autonomi; 
  • pensionati; 
  • disoccupati; 
  • inoccupati. 

 

Per richiedere la misura, il genitore deve essere: 

  • cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente; 
  • cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; 
  • titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi; 
  • soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia; 
  • con residenza e domicilio in Italia; 
  • residente in Italia da almeno 2 anni o titolare di un contratto di lavoro di almeno 6 mesi.

Assegno Unico e Universale: quanto spetta alle famiglie?

Alle famiglie che al momento della domanda siano in possesso di ISEE valido, l’assegno è corrisposto in base alla corrispondente fascia ISEE. 

L’importo commisurato al valore dell’ISEE è corrisposto con decorrenza retroattiva con tutti gli arretrati, anche a coloro che al momento della presentazione della domanda non siano in possesso di ISEE, ma per i quali l’ISEE sia successivamente attestato entro il 30 giugno. 

L’assegno viene pagato con cadenza mensile. 

Spetta ai nuclei familiari in cui ricorrono le seguenti condizioni: 

  • per ogni figlio minorenne a carico e per i nuovi nati a partire dal 7° mese di gravidanza; 
  • per ogni figlio maggiorenne a carico, fino al 21° anno di età che: 
    • frequenti un corso di formazione scolastica o professionale 
    • sia disoccupato “registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego”; 
    • svolga un periodo di tirocinio; 
    • svolga un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;  
    • svolga il servizio civile universale; 
  • per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Come si calcola l’importo dell’Assegno Unico?

L’importo dell’assegno viene calcolato in base all’ISEE del nucleo familiare del figlio beneficiario, commisurato anche in base all’età dei figli a carico e di altri elementi.  

 

In particolare, è prevista: 

  • una quota variabile progressiva: 
  • da un massimo di 201 euro(per ISEE fino a 17.227,33 euro); 
  • a un minimo di 57,5 euro (in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 45.939,56 euro).

 

Sono previste maggiorazioni in caso di: 

  • figli successivi al secondo; 
  • madri di età inferiore a 21 anni; 
  • nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro; 
  • figli con disabilità grave o media.

 

Solo a partire dal 2023 sono previste, inoltre, le seguenti maggiorazioni: 

  • aumento del 50% della maggiorazione forfettaria, per i nuclei con almeno 4 figli, che sale a 150 € mensili a nucleo; 
  • aumento del 50% dell’assegno per i nuclei familiari numerosi, con tre o più figli a carico, limitatamente ai figli di età compresa tra uno e tre anni per i quali l’importo spettante per ogni figlio aumenta del 50%, per livelli di ISEE fino a 45.939,56 euro; 
  • aumento del 50% dell’assegno, da applicare agli importi spettanti secondo le fasce Isee di riferimento, per i nuclei familiari con figli di età inferiore a 1 anno. 

 

NOTA BENE

A partire dal 2023 e per ogni anno successivo, una volta presentata la domanda, l’assegno unico verrà liquidato d’ufficio dall’INPS, ferma restando la sussistenza delle condizioni per averne il diritto. Resta tuttavia fondamentale presentare la nuova DSU entro il 30 giugno per ottenere gli importi maggiorati basati sull’ISEE aggiornato e gli eventuali arretrati.  

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