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Malattia e periodo di comporto. Corte di Cassazione

18/10/2011


Il datore di lavoro non ha il dovere di avvertire il lavoratore, assente per lungo tempo per malattia, che il periodo di conservazione del posto sta per scadere.
Infatti, il lavoratore è in grado, anche con l'assistenza del sindacato, di effettuare la somma del giorni di assenza per malattia e di verificare se il periodo di comporto sia in scadenza.

Si è pronunciata in tal senso la Corte di Cassazione con sentenza n. 19234/11, precisando che nel licenziamento disciplinare vi è l’esigenza dell’immediatezza del recesso, per garantire il diritto di difesa dell’incolpato, mentre in quello per il superamento del periodo di comporto l’interesse del lavoratore alla certezza della vicenda contrattuale va contemperato con le esigenze dell’impresa che deve valutare nel complesso la sequenza di episodi morbosi del lavoratore ai fini di una prognosi di compatibilità della sua presenza in rapporto agli interessi aziendali.