Assegno Unico e Universale 2026: novitą, importi aggiornati, ISEE, maggiorazioni e come fare domanda

Nel 2026 l’Assegno Unico e Universale spetta per ogni figlio a carico in presenza dei requisiti previsti dalla legge. L’importo varia da 58,30 € a 203,80 € al mese, in base all’ISEE del nucleo familiare aggiornato per l’anno in corso. Le domande già accolte restano valide e non devono essere ripresentate. Senza ISEE aggiornato, da marzo 2026 viene erogato l’importo minimo previsto dalla legge. Presentando la DSU entro il 30 giugno 2026 è possibile ottenere anche gli arretrati.
La misura, quindi, viene confermata nella sua struttura ma aggiornata negli importi, nelle soglie ISEE e nelle maggiorazioni, con effetti concreti su milioni di famiglie. Vediamo tutto con ordine.
Assegno Unico e Universale (AUU) in breve
Che cos’è l’Assegno Unico e Universale (AUU)?
È il principale sostegno economico per le famiglie con figli a carico.
A chi spetta l’AUU?
Spetta alle famiglie per ogni figlio a carico fino ai 21 anni ed in presenza di specifiche condizioni. Non ci sono limiti di età invece per i figli disabili.
Quanto vale l’Assegno Unico nel 2026?
Varia da un minimo di 58,30 € a un massimo di 203,80 € per figlio. L’importo preciso è determinato sulla base dell’ISEE del nucleo familiare, con ulteriori maggiorazioni in specifiche situazioni.
Qual è la soglia minima per l’Assegno Unico e Universale?
La soglia minima ISEE per l’AUU nel 2026 sale a 17.468,51 €.
Qual è la soglia massima per l’Assegno Unico e Universale?
La soglia massima ISEE per l’AUU nel 2026 diventa 46.582,71 €.
Come presentare domanda?
Online all’INPS oppure con supporto del Patronato.
Che cos’è l’Assegno Unico e Universale
L’Assegno Unico e Universale è una misura di sostegno alle famiglie introdotta nel 2022 per riordinare e semplificare gli interventi economici in favore della genitorialità. Ha sostituito bonus frammentati e detrazioni fiscali, creando un’unica prestazione mensile, accessibile a tutte le famiglie con figli a carico che rispettano specifici requisiti.
È definito:
- “unico” perché accorpa più misure precedenti;
- “universale” perché spetta a tutte le famiglie, anche in assenza di ISEE (seppur, in questo caso, beneficiando dell’importo minimo).
Assegno Unico e Universale: a chi spetta
L’Assegno Unico spetta a tutte le famiglie con figli a carico a partire dal settimo mese di gravidanza, nel caso di nuovi nati. Il beneficio è erogato per i figli minorenni, senza limiti ne condizioni, e per i figli dai 18 ai 21 anni ma solo in precise condizioni previste dalla legge:
- Frequenti un corso di formazione scolastica, professionale o un corso di laurea;
- Svolga un tirocinio o un’attività lavorativa con un reddito complessivo non superiore a 8.000 €;
- Sia disoccupato e registrato presso i servizi pubblici per l’impiego in cerca di lavoro;
- Svolga il Servizio Civile e Universale.
Non ci sono limiti di età per l’AUU nel caso di famiglie con figli a carico disabili.
Quanto spetta di Assegno Unico e Universale nel 2026
L’importo dell’Assegno Unico viene calcolato sulla base dell’ISEE del nucleo familiare. Presentare l’ISEE aggiornato non è obbligatorio, ma è l’unico modo per ricevere l’importo corretto dell’Assegno Unico. In sua assenza, la prestazione verrà erogata con l’importo minimo.
L’importo nel 2026 varia da un valore minimo di 58,30 € a un massimo di 203,80 € per ogni figlio minorenne a carico.
Assegno Unico e Universale: importi, soglie ISEE e maggiorazioni aggiornati al 2026
L’adeguamento 2026 deriva dalla rivalutazione ISTAT del +1,4% applicata agli importi e alle soglie previste dal decreto istitutivo.
Le soglie ISEE nel 2026 variano quindi da un importo minimo pari a 17.468,51 € ad un massimo di 46.582,71 €.
L’importo dell’AUU è maggiorato:
- Per le famiglie con a carico figli non autosufficienti oppure portatori di una disabilità grave o media;
- Per le madri che hanno meno di 21 anni;
- Per i genitori con figli sotto 1 anno: aumento pari al 50% dell’AUU fino al primo anno di vita;
- Famiglie con almeno 3 figli e ISEE fino a 46.582,71 euro: aumento pari al 50% per i figli tra 1 e 3 anni;
- Famiglie con almeno 4 figli: aumento forfettario di 150 € al mese.
L’AUU non concorre al reddito IRPEF. Per calcolare la prestazione, da marzo 2026 l’INPS utilizza un apposito ISEE “per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione” (che può differire dall’ISEE ordinario).
Assegno Unico e Universale: cosa devono fare le famiglie che già ricevono la prestazione
Per le famiglie le cui domande sono in stato ‘Accolta’ proseguono automaticamente anche nel 2026, salvo revoca o decadenza.
È però importante presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per essere certi di ricevere l’importo corretto.
In assenza di ISEE valido e aggiornato, l’importo dell’Assegno Unico viene erogato da marzo 2026 tenendo conto dei minimi stabiliti dalla legge. Se la DSU viene presentata entro il 30 giugno 2026, l’INPS provvede a ricalcolare correttamente l’importo dell’AUU comprensivo di eventuali arretrati spettanti.
Chi può fare la domanda dell’Assegno Unico
- Uno dei genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, anche se non convivente con il figlio;
- Il tutore legale del figlio, per conto del tutelato;
· Il figlio maggiorenne avente diritto può presentare domanda in autonomia per ottenere direttamente la propria quota.
Cosa può fare il nostro Patronato
Le famiglie che hanno bisogno di aiuto possono rivolgersi al Patronato ITAL per:
- Presentare domanda di Assegno Unico e Universale 2026;
- Aggiornare i dati della domanda già esistente;
- Procedere con la verifica o il ricalcolo dell’importo;
- Ricevere informazioni su come presentare l’ISEE, sulle maggiorazioni e le tempistiche per la domanda.
Affidarsi fin da subito al nostro Patronato ti permette di evitare errori e perdite di tempo per ottenere eventuali arretrati.
Assegno Unico e Universale: le FAQ più comuni
Quando riceverò l’Assegno Unico spettante?
- Le famiglie che hanno presentato l’ISEE entro il 28 febbraio 2026: avranno gli importi aggiornati già a partire dal mese di marzo;
- Le famiglie che non hanno presentato l’ISEE entro il 28 febbraio 2026: riceveranno a partire dal mese di marzo l’importo minimo previsto, pari a 58,30 €.
Percepisco già l’Assegno Unico, nel 2026 devo fare una nuova domanda?
No. Le domande già accolte restano valide anche nel 2026. Occorre ripresentare una nuova domanda solo se:
- La domanda è decaduta, revocata o respinta;
- Non è mai stata presentata alcuna richiesta.
Se la situazione familiare ha subito modifiche basta procedere con l’aggiornamento dei dati.
L’Assegno Unico viene perso se supero le soglie ISEE?
No. L’Assegno Unico è una misura universale e spetta anche a chi ha un ISEE elevato o non presenta l’ISEE. In quest’ultimo caso viene erogato l’importo minimo previsto dalla normativa.
L’Assegno Unico concorre al reddito o all’ISEE?
No. L’AUU non viene considerato reddito quando si calcola l’IRPEF. Per calcolare la prestazione, da marzo 2026 l’INPS utilizza uno specifico ISEE “per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione” (che può differire dall’ISEE ordinario).
Cosa succede se presento l’ISEE dopo il 30 giugno 2026?
Se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno 2026, l’importo dell’Assegno Unico viene ricalcolato solo dal mese successivo, senza riconoscimento degli arretrati.
L’Assegno Unico può essere recuperato se non è stato richiesto negli anni precedenti?
No. In caso di domanda tardiva, l’Assegno Unico spetta dal mese di presentazione e non prevede il recupero delle mensilità precedenti.
L’Assegno Unico e Universale è compatibile con il Bonus Asilo Nido?
Sì. Nel 2026 l’Assegno Unico e il Bonus Asilo Nido restano due prestazioni distinte e compatibili. Ricevere l’Assegno Unico non riduce né annulla il Bonus Asilo Nido.
È possibile ricevere l’Assegno Unico direttamente sul conto del figlio?
Sì. Per i figli maggiorenni (18–21 anni) che hanno diritto all’Assegno Unico nei casi previsti dalla legge, è possibile richiedere il pagamento della quota direttamente sul loro IBAN.
L’Assegno Unico spetta anche in caso di genitori separati?
Sì. In caso di separazione o divorzio, l’Assegno Unico:
- Può essere ripartito al 50% tra i genitori;
- Oppure, se concordato, può essere versato interamente a uno dei due.
La scelta va indicata nella domanda.
L’Assegno Unico spetta anche se uno dei genitori non lavora?
Sì. L’Assegno Unico non è legato alla condizione lavorativa dei genitori. Spetta anche in caso di disoccupazione, lavoro intermittente o totale assenza di reddito.
L’Assegno Unico spetta anche ai cittadini stranieri?
Sì. L’Assegno Unico spetta anche ai cittadini stranieri titolari di:
· Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
· Permesso unico di lavoro che autorizza a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi;
· Permesso di soggiorno per ricerca che autorizza a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;
· Permesso di soggiorno per attesa occupazione;
· Permesso per motivi di lavoro autonomo;
· Carta di soggiorno o carta di soggiorno permanente;
· Permesso di soggiorno per protezione internazionale (rifugiati e titolari di protezione sussidiaria);
· Permesso di soggiorno per apolidia;
· Carta blu “lavoratori altamente qualificati”;
· Permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare;
· Permesso di soggiorno per lavoro subordinato di durata almeno semestrale;
· Permesso di soggiorno per lavoro stagionale di durata almeno semestrale;
· Permesso di soggiorno per assistenza minori;
· Permesso di soggiorno per protezione speciale;
· Permesso di soggiorno per casi speciali in situazioni accertate di violenza o grave sfruttamento;
· Permesso di soggiorno per protezione temporanea.
L’Assegno Unico spetta anche ai lavoratori provenienti da Marocco, Algeria e Tunisia in virtù di accordi euromediterranei.
L’Assegno Unico può essere sospeso?
Sì, può essere sospeso o ridotto in caso di:
· mancanza di ISEE valido;
· dati non aggiornati;
· variazioni familiari non comunicate.
In questi casi è possibile rivolgersi al Patronato ITAL per il ripristino dell’importo corretto.
Cosa fare se l’importo dell’Assegno Unico e Universale ricevuto è più basso del previsto?
Se l’importo risulta inferiore alle aspettative, è importante verificare:
- La presenza di un ISEE valido e aggiornato;
- Il corretto inserimento dei figli;
- L’opportuno riconoscimento delle eventuali maggiorazioni;
- Eventuali errori nella DSU.
In questi casi è possibile richiedere assistenza per la verifica e il ricalcolo al nostro Patronato.







