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Intervista | Conferenza formativa ITAL : "Mai smettere di imparare"

Giugno 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

INTERVISTA | da Italinforma n. 6 Giugno 2018

 

 

 

CONFERENZA FORMATIVA ITAL: “MAI SMETTERE DI IMPARARE”

 

Intervista al Direttore generale Ital, Maria Candida Imburgia

 

 

“La formazione, il filo che unisce la nostra passione”. È lo slogan che ha caratterizzato lo svolgimento della Conferenza formativa dell’Ital svoltasi a Roma lo scorso 20 giugno, nell’immediata vigilia del XVII Congresso nazionale della Uil. Un appuntamento molto importante che ha visto la presenza di ospiti delle Istituzioni e di Enti oltre, ovviamente, a una massiccia partecipazione di rappresentanti ed esponenti sia della Uil sia dei responsabili e operatori del Patronato. Ne parliamo con il Direttore dell’Ital, Maria Candida Imburgia. Per l’Ital, è stata un’iniziativa di grande spessore…

 

Direi che si è trattato di un importante momento di incontro e di approfondimento. Abbiamo focalizzato la nostra riflessione, in particolare, sul ruolo del Patronato in riferimento alla previdenza italiana, alla gestione dei flussi migratori e alla tutela e prevenzione sul lavoro. Per affrontare con efficacia questo insieme di tematiche, sono fondamentali la formazione, gli aggiornamenti continui e lo scambio delle conoscenze tecnico operative che generano una miscela di saperi. Tutto ciò è emerso con evidenza, e ne è stata confermata l’essenzialità, grazie ai preziosi contributi offerti da tutti i relatori, proprio nel corso della Conferenza organizzata dall’Ital.

 

L’altro slogan, a te molto caro, che ha connotato il programma di questa iniziativa, è: “Mai smettere di imparare”. Perché?

 

Perché è in questo modo che un grande Patronato come l’Ital può svolgere più efficacemente la propria attività di interesse pubblico, offrendo un ausilio a chi ha bisogno di fruire dei diritti sociali. C’è un rapporto molto stretto tra formazione e qualità del servizio: è così che si ottengono i migliori risultati nella tutela e assistenza dei lavoratori, dei pensionati e delle loro famiglie. Non stiamo parlando solo di uno strumento, ma di un abito mentale: la formazione ha una sua particolare dimensione etica, perché grazie ad essa si realizzano le condizioni per aiutare le persone a esercitare i propri diritti.

 

La grande partecipazione alla Conferenza è stata anche una conferma della validità di questa tesi. Condividi la mia impressione?

 

Sono d’accordo. Ed è per questo che, voglio cogliere l’occasione per ringraziare, ancora una volta, tutti coloro che ne hanno reso possibile la realizzazione e il successo. Un grazie sincero va a tutti i relatori, in particolare agli ospiti esterni dell’Inps e dell’Inail che, in virtù della loro esperienza e delle loro competenze, hanno impreziosito la nostra iniziativa. Altrettanto fondamentali sono state le relazioni del Segretario generale della Uil pensionati, Romano Bellissima, e dei Segretari confederali della Uil, Domenico Proietti e Silvana Roseto, che con i loro contributi hanno indirizzato il successivo dibattito. Un ringraziamento speciale, infine, va al Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che ci ha onorato della sua presenza, nonostante i numerosi impegni e l’imminente apertura del XVII Congresso nazionale della Uil. Vorrei sottolineare, a questo proposito, la preziosa sinergia che si è determinata con la Confederazione e con tutte le categorie, in primis proprio con i pensionati. La strada è quella giusta e su essa occorre proseguire con passione.

 

Ecco un’altra parolina “magica”: la passione. Possiamo dire che si tratta del valore aggiunto che dà forza al lavoro del nostro Patronato?

 

Per ottenere gli obiettivi che ci prefiggiamo, la passione con la quale tutti gli operatori e i dirigenti dell’Ital svolgono quotidianamente il proprio lavoro diventa essenziale. Dalla società emergono nuovi bisogni che stanno determinando un cambiamento del ruolo stesso del Patronato. Per stare al passo con i tempi, dunque, ci vogliono testa e cuore, formazione e passione, competenza e disponibilità. In questo modo, la nostra missione sociale diventa un traguardo che si rinnova ogni giorno e che possiamo raggiungere, sempre, quotidianamente, con soddisfazione di tutti.


Un’ultima domanda. Il giorno successivo alla Conferenza, lo abbiamo ricordato, è iniziato il XVII Congresso nazionale della Uil. In sintesi, vuoi esprimere una tua valutazione?

 

È stato sicuramente un evento eccezionale e coinvolgente, con riflessi politici e mediatici di enorme valore. Questo Congresso ha ulteriormente accresciuto il nostro orgoglio di appartenenza e ha rafforzato il sentimento identitario che ha accomunato in quei tre giorni, non solo gli oltre 3.000, tra delegati e ospiti fisicamente presenti alla Nuvola, ma anche tutti gli iscritti e simpatizzanti. È emersa la consapevolezza delle proprie potenzialità e delle proprie responsabilità, al servizio dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani. E, al contempo, si sono affermate la volontà e la determinazione a costruire il futuro da protagonisti. Tutto ciò è davvero possibile perché la Uil, come dice il nostro Segretario generale, Carmelo Barbagallo, ormai non è più seconda a nessuno.