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Giovanni Torluccio: "L'ITAL č una struttura qualificata, con collaboratori e tecnici di grande professionalitā."

04/11/2016




























INTERVENTO DEL PRESIDENTE ITAL UIL, GIOVANNI TORLUCCIO, ALLA IX CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE UIL

Roma 3-4-5 novembre 2016



La mia valutazione sulle questioni poste sia nella relazione di Pierpaolo Bombardieri che del Segretario generale, Carmelo Barbagallo, sono positive e credo che abbiano fatto molto bene ad analizzare e proporre una situazione di rinnovamento all'interno della UIL.
 

Credo anche che la regionalizzazione, per quanto riguarda i Servizi, sia ormai indispensabile. Indispensabile per contenere le spese, per aumentare la funzionalità, per dare risposte più qualificate ai cittadini.
 

Con la UIL Nazionale stiamo valutando l'ipotesi di rivedere il contributo punto per quanto riguarda il taglio che ci è stato proposto.
 

Probabilmente, la proposta che riscuote maggior consenso è quella di ridurre del 50 per cento il taglio che ci è stato fatto. Ma, a mio parere è anche altrettanto vero che bisogna analizzare meglio la gestione delle risorse che vengono date alla struttura Nazionale, allo scopo di vedere se quel 50 per cento possa diventare, anche nell'obiettivo di potenziare i territori, qualcosa di più del 50 per cento ipotizzato. Intanto, partiamo da questo.
 

Mi sono approcciato all' ITAL da alcuni mesi, io vengo da una Categoria. Ma, volevo ringraziare tutta la Segreteria per lo stravolgimento della linea politica che ha dato a questa Organizzazione, perchè ha trasferito il dibattito da una gestione prettamente industriale (del settore dell'industria) a una valutazione che ha portato a interessarsi anche di Pubblico impiego.
 

Oggi vorrei parlare dell'ITAL, del ruolo che sono stato chiamato a ricoprire.
 

Ho trovato una struttura estremamente qualificata, con collaboratori e tecnici di grande professionalità. Ho trovato grande collaborazione, ma credo che bisogna fare di più. Bisogna iniziare a mettere in rete il lavoro della struttura Nazionale con la periferia.
 

Abbiamo strutture eccellenti, sia in Italia che all'estero, e credo che siamo nelle condizioni di poter dire che le strutture all'estero (e colgo l'occasione per salutare le delegazioni presenti di: Stati Uniti, Sud America, Europa tutta e Australia) sono qui per dare il proprio contributo, e ragionare con noi.
 

Credo sia fondamentale - cito ad esempio il tema dei frontalieri – l'esigenza di iniziare a fare un ragionamento sulla formazione e l'aggiornamento sulle nuove norme, sulle questioni più specifiche che stanno caratterizzando questo momento.
 

Inoltre, dobbiamo iniziare a pensare seriamente che, seppur sia vero che la UIL non può essere solo Servizi, è evidente che la UIL è anche una struttura di Servizi.
 

In merito agli operatori, ritengo importante la loro formazione per avere, in ogni centro, operatori in grado di non sbagliare. Noi abbiamo un altissimo contenzioso. Abbiamo una quantità enorme di errori. Dobbiamo quindi iniziare a perfezionare il nostro modo di lavorare.

 

Poi, c'è tutta la questione delle password che ancora è da chiarire ma, nonostante tutto, credo che la nostra forza, il nostro modello organizzativo possa dare dei risultati.
 

Credo, inoltre, che bisogna arrivare alla regionalizzazione. Possiamo anche prevedere che avvenga gradualmente, e che non debba riguardare tutti allo stesso momento. Ma, immaginando la regionalizzazione come un progetto che serve solo ed esclusivamente per programmare, per proporre, e i territori gestiscono quelle proposte, quei progetti, credo che già questo sia un fatto estremamente importante.
 

Perchè non possiamo assolutamente abbandonare o sguarnire il territorio.

La UIL è grande, la UIL vince le Campagne elettorali delle RSU perchè è nei luoghi di lavoro e non vorrei che una regionalizzazione fallace portasse a dire che si concentri tutto in una struttura.
 

Noi abbiamo fatto una grande battaglia per chiudere le Province. Probabilmente abbiamo sbagliato obiettivo. Avremmo dovuto fare una grande battaglia per chiudere le Regioni e mantenere le Province.
 

Non commettiamo gli stessi errori: valorizziamo i territori.
 

Reciprocità è la parola magica. Ci deve essere reciprocità tra Categorie e Confederazione. Cominciamo a dire che ci deve essere partecipazione attiva.
 

Ho iniziato da poco l'esperienza di Presidente ITAL e devo dire di aver trovato una struttura sana, in crescita. Ma questo non deve tranquillizzarci, anzi, deve costringerci a fare sempre di più perchè quei punteggi devono conti-nuare ad aumentare. Credo sia fondamentale.
 

L'ITAL è uno strumento importantissimo.

L'ITAL ha una funzione importantissima.

L'ITAL dà risposte ai cittadini non solo dal punto di vista delle pratiche previdenziali, ma in alcuni casi, dà risposte in termini di assistenza sociale.
 

È fondamentale che questa struttura non venga messa in discussione e si metta a disposizione della UIL. Perchè, l'ITAL è una struttura della UIL. Risponde alla UIL ma, soprattutto, è disponibile a iniziare quel ragionamento di integrazione regionale che credo sia fondamentale non tanto per l'ITAL, quanto per la UIL.