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Abuso permessi legge 104 e licenziamento lavoratore

07/02/2020

 

 

 

 

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1394/2020, ribadisce ancora una volta il principio secondo il quale l'utilizzo dei permessi di cui alla legge 104/1992, per finalità che esulano dall'assistenza del familiare disabile, integra abuso del diritto da parte del lavoratore, con rilevanza anche ai fini disciplinari.
Nel caso in esame la Corte di Appello aveva ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa intimato dalla datrice di lavoro per abuso dei permessi, risultando dalla relazione dell’agenzia investigativa e dalle prove testimoniali  che il dipendente nelle giornate di permesso si era recato dal padre disabile, solo per pochi minuti.
La Suprema Corte respinge il ricorso del lavoratore in quanto si è avvalso di tale beneficio per attendere ad esigenze diverse, violando altresì i principi di correttezza e buona fede, sia nei confronti del datore di lavoro che dell’Ente assicurativo. Secondo lo spirito della legge, per fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito, è necessario che l’assenza dal lavoro si ponga in relazione diretta con l’assistenza al disabile.
Questa può essere prestata – precisa inoltre la Cassazione - con modalità e forme diverse, anche attraverso lo svolgimento di incombenze amministrative, pratiche o attività di qualsiasi genere, purché nell’interesse del familiare assistito.