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"Operatori al centro" e "Progetto Form@": l'Ital investe sulla formazione

Maggio 2019

 


 







 

 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

"OPERATORI AL CENTRO" E "PROGETTO FORM@": L'ITAL INVESTE SULLA FORMAZIONE

 
Intervista al Direttore generale Ital, Maria Candida Imburgia
 
 
 
 
 
Quello di maggio è stato un mese denso di appuntamenti per l’Ital. Tra questi, due su tutti: l’iniziativa “Operatori al centro” e la chiusura del ciclo di incontri per il progetto “Form@“. Ne parliamo, come di consueto, con il Direttore generale, Maria Candida Imburgia.
 
 
Direttore, in precedenti occasioni, avevamo già preannunciato che l’Ital stava lavorando all’organizzazione dell’iniziativa denominata “Operatori al centro”. Vogliamo spiegare il senso di questo titolo e, soprattutto, di cosa si è trattato? 
 
Innanzitutto, vorrei dire che questa è una iniziativa singolare che potremmo definire storica: infatti, è la prima volta che un gruppo così numeroso di operatori degli uffici di patronato provenienti da tutte le regioni d’Italia si confronta in una modalità così specifica e organizzata con la struttura nazionale. Detto ciò, abbiamo scelto questo titolo per “giocare” sul doppio significato dell’espressione “al centro”. Noi abbiamo invitato, per l’appunto presso la sede centrale, 20 operatori che lavorano sui territori, per consentire loro di conoscere la struttura centrale, chi lavora presso la stessa e, quindi, l’operatività delle varie aree. Inoltre, gli operatori sono al “centro” della nostra attenzione e del nostro interesse, anche perché sono coloro che, quotidianamente, rendono concrete le idee e la “mission” dell’Ital, rappresentandole nei singoli territori in cui operano: l’ascolto delle loro esperienze, esigenze e sollecitazioni, dunque, è per noi una priorità.
 
   
A questa esperienza hanno partecipato un gruppo di giovanissimi operatori, alle prime armi nel Patronato, un altro di operatori più anziani e più esperti e, infine, alcuni altri che svolgono specifici ruoli nelle singole sedi territoriali. È tua intenzione dare continuità a questa esperienza, in modo tale da poter coinvolgere, nel tempo, la stragrande maggioranza degli operatori. I riscontri sono stati positivi?
 
È stata un’esperienza avvincente ed entusiasmante. Alcuni operatori, soprattutto i più giovani, non erano mai stati da noi; altri, invece, con più anzianità di servizio, pur avendo già frequentato la nostra sede, hanno comunque potuto approfondire alcuni specifici aspetti organizzativi. Per tutti, è stata l’occasione, lavorando a stretto contatto con i tecnici del nazionale, per verificare con quanto impegno e professionalità si cerca di far fronte alle multiformi problematiche, che emergono anche in presenza della più piccola evoluzione normativa, con l’obiettivo di garantire un qualificato supporto ai territori.
 
  
Come è stata strutturata l’iniziativa?
 
L’iniziativa è stata costruita su moduli informativi e formativi specialistici e dettagliati, ma anche su momenti di conoscenza reciproca e di confronto, con vere e proprie visite negli uffici delle diverse aree in cui è suddivisa la sede nazionale. L’obiettivo è la capacità di lavorare insieme verso una visione comune, rafforzando sempre più la sinergia tra la sede centrale e quelle territoriali per essere, insieme, al fianco dei cittadini che ripongono in noi la fiducia per fornire una risposta alle loro esigenze e soluzioni ai loro dubbi. Insieme, abbiamo già raggiunto ottimi risultati, insieme, dobbiamo puntare su nuovi e sempre più soddisfacenti traguardi.
 
  
Parliamo, ora, dell’altro evento svoltosi nel mese di maggio. Si è concluso, a Trapani, il ciclo di incontri organizzato dall’Ital per presentare e illustrare il progetto “FORM@“. Il tour è partito da Roma, passando per Napoli e Milano, sino ad approdare, per l’appunto, nella città siciliana. Perché proprio Trapani?
 
Abbiamo scelto Trapani come ultima tappa perché questo territorio rappresenta, idealmente, un ponte tra diverse culture che il Progetto Form@ ha l’ambizione di unire. Come è noto, viene proposta una formazione linguistico-culturale a favore dei cittadini non comunitari per i quali è stato richiesto il ricongiungimento familiare. L’obiettivo è formare, complessivamente, prima che giungano in Italia, circa 4 mila cittadini stranieri provenienti da 11 Paesi: Albania, Cina, Ecuador, Egitto, India, Marocco, Moldavia, Perù, Senegal, Tunisia, Ucraina. Ebbene, in occasione di questo ultimo appuntamento, abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sulla comunità tunisina, molto attiva in provincia di Trapani, per illustrare direttamente ad alcuni loro esponenti i contenuti, le finalità e le modalità di fruizione del progetto. Molti cittadini tunisini, peraltro, già conoscono il nostro impegno quotidiano e la professionalità dei nostri operatori nella definizione delle varie pratiche di loro interesse. Ci sono tutti i presupposti, dunque, perché si producano buoni risultati. Il progetto, nel suo insieme, ha una valenza culturale e sociale che va sottolineata: le nostre sedi all’estero sono effettivamente il primo avamposto del nostro Paese per questi nuovi cittadini che faranno ingresso in Italia. Per l’Ital si tratta di una scelta strategica che stiamo condividendo con la Uil e a cui intendiamo dare continuità nei prossimi anni, con quello che, non a caso, chiameremo il progetto Form@2.