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Solo il medico stabilisce se un lavoro durante la malattia ritardi la guarigione del dipendente

19/10/2018

 

 

Spetta al medico stabilire se un lavoro svolto durante l’assenza per malattia abbia compromesso o meno la guarigione del dipendente.

 

Lo precisa la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23026 del 26 settembre 2018, accogliendo un motivo di ricorso di una lavoratrice avverso la sentenza della Corte di Appello secondo la quale l’attività svolta in una gelateria, durante il periodo di malattia, stando in piedi e stante la patologia da cui era affetta, aveva pregiudicato la guarigione o comunque il recupero per riprendere il servizio.
In particolare, la ricorrente sostiene che erroneamente la Corte avrebbe ricondotto nella categoria del “fatto notorio” circostanze che attengono a conoscenze proprie della scienza medica e, dunque, esulano dalle conoscenze di una persona di media cultura.

 

La Cassazione ritiene fondato il motivo di ricorso evidenziando come la Corte di Appello si sia limitata ad affermare che rientra nella conoscenza comune il fatto che una attività in posizione eretta aggravi i problemi alla colonna vertebrale.

 

“Si osserva al riguardo – continua la Cassazione - che tale valutazione presuppone una specifica competenza in campo medico ed involge la capacità di apprezzare l'interazione di una condotta con riguardo al recupero della capacità lavorativa che non possono essere ritenute di comune conoscenza ma necessitano, invece, di un approfondimento tecnico scientifico.”.