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I giorni di permesso Legge 104 non riducono le ferie

15/02/2018

 

 

I giorni di permesso di cui alla legge n. 104/1992 concessi ai lavoratori per assistere un familiare disabile grave non possono ridurre le ferie.

 

Lo precisa la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 2466 del 31 gennaio 2018 con la quale rigetta il ricorso della società datrice di lavoro per la illegittima decurtazione operata dei giorni di permesso fruiti ex art.33 della legge n. 104/92 sulle ferie, confermando il diritto del lavoratore.

 

Come già deciso in analoghe controversie, la Corte ribadisce che la limitazione della computabilità ai fini delle ferie opera soltanto nei casi in cui i permessi debbano cumularsi con il congedo parentale ordinario e con il congedo per malattia del figlio. A differenza dei permessi, previsti dalla legge 104 che hanno sempre durata limitata, il congedo parentale e l'astensione facoltativa possono essere richiesti per un periodo più lungo, tale da determinare una significativa sospensione della prestazione lavorativa e da giustificare un diverso trattamento economico.

 

Durante la fruizione di questi due istituti compete infatti un'indennità inferiore alla retribuzione normale, diversamente dall'indennità per i permessi a tutela dell’handicap che è commisurata all'intera retribuzione, onde evitare di disincentivare l’utilizzazione del permesso aggravando la situazione dei familiari disabili.

 

Particolare è la natura dei permessi che si inseriscono nell'ambito della tutela dei disabili predisposta sia dalla normativa interna sia da quella internazionale, quale la Direttiva 2000/78/CE e la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata e resa esecutiva in Italia con L. 3 marzo 2009, n. 18, che prevede il sostegno e la protezione da parte della società e degli Stati non solo per i disabili, ma anche per le loro famiglie, ritenute strumento indispensabile per contribuire al pieno godimento dei diritti delle persone con disabilità.